tributi news del 15 luglio 2022


Debutta la dichiarazione Imu sostitutiva per correggere gli errori.La crisi di governo travolge la riforma degli enti locali – Province in rivolta.La sentenza con refusi è nulla.Non presenti in essa gli elementi costituitivi della causa.
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Debutta la dichiarazione Imu sostitutiva per correggere gli errori.
Debuttano le dichiarazioni Imu nuove, sostitutive e multiple. Trova spazio inoltre la nuova esenzione per una unità abitativa, in caso di residenze disgiunte dei coniugi non separati, e quella relativa alla fruizione degli aiuti di Stato, correlati alle esenzioni Imu. Sono alcune delle novità che emergono dalla lettura del nuovo modello di dichiarazione Imu/Impi, appena pubblicato dal Mef. Resta fermo invece il principio secondo cui la denuncia va presentata solo se è variata la situazione immobiliare e se il comune non è in possesso delle informazioni rilevanti. Si ricorda che la scadenza è fissata al 31 dicembre 2022, con eccezione della denuncia degli enti non commerciali che resta fissata al 30 giugno scorso.


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La crisi di governo travolge la riforma degli enti locali – Province in rivolta.
Lo stallo del governo travolge anche la riforma degli enti locali, e accende la rivolta delle Province riunite ieri nell’assemblea nazionale dell’Upi a Ravenna. «È una vergogna vera», scandisce dal palco il solitamente moderato presidente Upi Michele de Pascale. Il punto è che il nuovo Testo unico degli enti locali è pronto da mesi. Ma non è riuscito ad approdare in consiglio dei ministri.


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La sentenza con refusi è nulla.Non presenti in essa gli elementi costituitivi della causa.
La sentenza della Commissione Tributaria Regionale che presenta evidenti refusi nella sua redazione «verosimilmente mutuata per “copia incolla” da altra sentenza relativa ad altra controversia tra diverse parti», è nulla e di conseguenza il giudizio di secondo grado deve essere rifatto. Queste sono le conclusioni della Corte di Cassazione con la sentenza della sez. V numero 20506 del 24/06/2022 dove gli ermellini decidevano di porre nel nulla e rinviare nuovamente alla Ctr una sentenza di secondo grado che non riportava in sé gli elementi costitutivi della causa. La diatriba scaturiva dalla riclassificazione operata dall’Agenzia delle Entrate, in termini di imposta di registro, di un’operazione societaria secondo il disposto dell’art. 20 del dpr 131/1986.
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